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Pulizia dei camini: ecco come evitare incendi, intossicazioni o incidenti

Pulizia dei camini: ecco come evitare incendi, intossicazioni o incidenti
Consigli

Edilo.ch ha intervistato e raccolto alcune fra le più importanti informazioni fra gli specialisti iscritti al portale dell’edilizia ticinese e vi riporta i loro consigli.

CANTONE – I camini e le canne fumarie devono essere isolati così da scongiurare che i fumi della combustione facciano raggiungere al legno delle coperture la temperatura di accensione spontanea.

Durante la stagione invernale, quando la temperatura scende a dismisura, torna a verificarsi con frequenza il fenomeno degli incendi di canne fumarie di caminetti e stufe a legno. Molto spesso si tratta di principi di combustioni, ma è sempre meglio prestare la massima attenzione per evitare che le fiamme si propaghino ai solai o al tetto in legno, provocando danni materiali ingenti e di conseguenza eventi di cronaca, che mettono a repentaglio l’incolumità di chi vive nell’appartamento come anche dei vicini.

Se abbiamo un camino, gli incendi possono essere provocati dalla combustione della fuliggine che giace sulla parete interna della canna fumaria o a causa del surriscaldamento dei materiali combustibili presenti vicino alla parete esterna. Inoltre alcuni incendi possono nascere a causa delle perdite della canna fumaria e dunque per i gas caldi o ancora per le scintille. Questi incendi derivano quasi sempre dall’uso di combustibile solido: sia la fuliggine che l’alta temperatura dei fumi ne sono una conseguenza.

Tra le cause principali di un incendio c’è sicuramente la scarsa manutenzione dell’impianto e la mancata pulizia. Gli esperti consigliano, invece, di far controllare i fumi da personale competente.

Dal 1° gennaio 2017 è entrato in vigore il regolamento sugli impianti calorici a combustione (RICC), che stabilisce chi è abilitato a svolgere lavori di controllo e pulizia su impianti calorici e con quale frequenza. Questa tipologia di lavori può essere svolta solo da spazzacamini in possesso di un attestato federale di capacità, che sono iscritti nell’elenco degli spazzacamini abilitati controllato dal Dipartimento del Territorio del Cantone Ticino. Inoltre nel caso di camini a gas ci vuole addirittura un’autorizzazione particolare, che non tutti gli spazzacamini possiedono.

La fuliggine è infatti il risultato della combustione incompleta ed è costituita principalmente da carbone puro. Questa viene indicata come possibile causa di una violenta combustione che produce rapidamente molto calore. In questi casi dal camino escono violentemente faville e fiamme, accompagnate da un fumo acre. Il calore infiamma la superficie interna fino a fare spaccare le pareti della canna e i muri confinanti, col pericolo di estendere l’incendio ai mobili e alle travi dei soffitti o del tetto. Inoltre le faville escono dal comignolo e possono innescare incendi all’esterno dell’abitazione o in edifici o costruzioni adiacenti. Un altro rischio è che possano cadere nel canale di gronda, dove magari sono presenti foglie secche, e innescare una combustione nell’intercapedine del tetto. Braci e faville possono anche essere portate dal vento in condizioni pericolose.

Un altro fattore di rischio per la propagazione di incendi è sicuramente dato dall’inadeguatezza tecnica dei camini. Questa situazione si verifica quando la costruzione degli immobili avviene in maniera affrettata e con isolamenti poco accurati. Da qui la conseguenza che gli incendi delle canne fumarie danneggiano sempre più frequentemente anche i tetti, creando danni non indifferenti. A non funzionare in queste circostanze è il sistema di isolamento di certi passaggi della canna fumaria. Se essa non è ben isolata, ad esempio, il fuoco tende ad entrare nell’intercapedine tra le tegole del tetto e il soffitto e l’incendio diventa ben difficile da controllare.

I rischi aumentano quando le abitazioni sono realizzate interamente in legno. Per gli addetti ai lavori è importante che i camini e le canne fumarie debbano essere isolate in modo da scongiurare che i fumi della combustione facciano raggiungere al legno delle coperture la temperatura di accensione spontanea.

Nel caso in cui la canna fumaria prenda fuoco non bisogna mai gettare acqua nel camino dall’alto: la pressione del vapore acqueo può indebolire o distruggere le pareti. La prima cosa da fare è bagnare con poca acqua la legna o il combustibile presente nel caminetto, o nella stufa in maniera tale da terminare la combustione.

È inoltre consigliabile chiudere l’eventuale valvola dell’aria di tiraggio del camino ed allontanare mobili e altri oggetti dai muri posti nelle vicinanze della canna fumaria. Un altro aspetto fondamentale è tenere d’occhio la combustione nel proprio camino.

Fumo quasi invisibile, nessun odore, cenere grigia o bianca, poca fuliggine, basso consumo di combustibile e fiamme di colore rosso chiaro sono tutti segnali di una buona combustione. Il rischio aumenta quando il fumo è denso e gli odori risultano forti per le sostanze nocive; inoltre la cenere scura e un notevole consumo di combustibile sono altri elementi negativi e di rischio.

A questo punto richiedi fino a 3 preventivi dagli spazzacamini iscritti al portale dell’edilizia ticinese e di garantirti un inverno al caldo in assoluto relax.

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