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Lavorare artisticamente il legno

Lavorare artisticamente il legno
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L’artigianato artistico esprime la creatività e l’estro del suo creatore che attinge alla tradizione o muove da essa per produzioni di più ampio respiro e qualità che non siano equiparabili alla produzione industriale.
Il fine della lavorazione artistica del legno è ricavare delle forme dal legno grezzo, per destinarle ad uso quotidiano, oggettistica, mobilio, per creare oggetti d’arredo e decorativi, strumenti musicali o ancora impreziosire mobilio e oggetti, sculture ornamentali.
Le tecniche sono differenti e mixabili tra loro, sia a livello superficiale che profondo: scolpire, intarsiare, pitturare, traforare, fresare, ecc…, sono solo alcuni esempi di lavorazioni grazie a cui si può evidenziare la qualità espressiva della materia prescelta. Infatti alcuni legni si prestano meglio di altri a certi procedimenti, che a loro volta definiscono l’artigiano esperto del suo settore: tra questi troviamo l’intagliatore, il tornitore, il falegname scultore e l’ebanista.
L’intaglio, disciplina ricca di storia, è una tecnica usata per la decorazione: si pratica incidendo un disegno a rilievo sulla materia, con profondità differenti per rendere i volumi del disegno stesso, con scalpelli, sgorbie, bulini, e mazzuolo. Tra i migliori legni utilizzati per l’intaglio il tiglio, il noce, il pino cembro, l’acero.

Anche l’intarsio (tarsia lignea) viene utilizzato per decorare: è una sorta di mosaico di tessere lignee di colori differenti per creare il disegno voluto, talvolta accorpando elementi estranei come l’avorio o madreperla, tramite scalpelli, sgorbie, pialletti, e altri utensili. Disciplina di incredibile fioritura nel Rinascimento, ha poi man mano lasciato il passo alla pittura. Il legno migliore è quello duro, dal palissandro al noce, robinia ed ebano.

Praticare la tornitura, invece, significa utilizzare una tecnica già in uso presso gli Egizi, per dare forma al legno utilizzando un utensile da taglio che ruota sul tornio. Viene prediletto il faggio e tutte le venature compatte, l’ebano, ilpalissandro, il tiglio, il carrubo, l’olivo, ecc.
Lo scultore utilizza attrezzi differenti in base all’essenza prescelta e al fine creativo, in particolare quercia, tiglio, castagno, noce, betulla, ciliegio., che intaglia e scolpisce con attrezzi manuali e non, per ricavare oggettistica decorativa come utensili o lavorazioni artistiche ornamentali.
Il miglior artigiano legato all’antiquariato e al restauro, capace di decorazioni e riproduzioni fedeli di mobili d’epoca, è l’ebanista. Non è legato esclusivamente all’ebano come lascia intendere il nome, ed è l’evoluzione del falegname da artigiano ad artista: realizza infatti delle composizioni di mosaici lignei e decorazioni utilizzando unicamente il legno.

Nati nelle botteghe artigiane ed assurti a ruoli prestigiosi nel passato, si pensi alle ricche commissioni della Chiesa, attualmente gli artigiani artistici stringono collaborazioni con interior designer e architetti per esprimere idee innovative e realizzare progetti di altissimo livello, spesso pezzi unici, che fondano magistralmente il sapere antico con la contemporaneità.

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